Una piazza bianca, degli ulivi, delle lucette, un’atmosfera suggestiva e tradizionale, schiamazzi festivi alternati a profondi silenzi ed è subito magia.

Bari mostra il suo lato romantico non solo grazie al suo meraviglioso lungomare, ma all’interno della città vecchia vi è una piazza che fa innamorare.

La “piazza degli innamorati” è poesia e folklore al tempo stesso.

Poesia perché qui la città splende e i baresi vogliono splendere con essa: a epigrafe del componimento “La Ginestra” di Leopardi troviamo una citazione del Vangelo di Giovanni “E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce” ed è qui che la magia della piazza è capace di sovvertire quanto affermato dall’evangelista Giovanni: soffermandoci in silenzio all’interno della piazza i nostri cuori e le nostre menti si infiammano e allontanandoci dalla frenesia di ogni giorno, troviamo la luce. Una luce che ad alcuni fa pensare, ad altri innamorare…

Cosa dire a proposito del folklore?

È straordinariamente vero che largo Albicocca rappresenta la cultura barese: amore verso il cibo e verso gli altri. Sì, proprio perché questa piazza permette ai cittadini baresi di vivere una serata insieme tra parole, musica e cibo.

Quale altra città mantiene tali tradizioni? Quale città apre le porte di una piccola piazza per dar vita a serate in cui è manifesta la fratellanza e la solidarietà dei baresi? Ebbene… Bari sì.

Non è un caso che detta piazza venga nominata “Largo Albicocca”: l’albicocca è un frutto dolce e presenta una linea visibile e tangibile che separa le due metà (poesia e folklore), ma l’albicocca -così come la piazza- nasconde un cuore duro e resistente all’interno: l’anima dei baresi.

Se i grandi poeti dell’800 lamentavano la distruzione della natura a causa dello sviluppo industriale, la città di Bari è capace di fornirci, comunque, un cielo stupendo: a largo Albicocca alzate gli occhi, le stelle del cielo invisibili all’occhio umano saranno compensate dalla presenza di luci che riflettono il bianco della piazza accendendo i sorrisi di tutti i baresi e perché no… qualche cuore in più.

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