Bari vince il primo premio per la 19° edizione de “La città per il verde”, ma quale verde?

Una nota del Comune informa che “La ripartizione Lavori pubblici – settore Verde e giardini rende noto che il Comune di Bari è risultato vincitore della diciannovesima edizione de “La Città per il Verde”, il premio organizzato dalla casa editrice “Il Verde Editoriale” di Milano. Il premio è assegnato ai Comuni italiani, ad altri enti pubblici, a strutture private a finalità pubblica e alle associazioni di volontariato che durante il corso dell’anno si sono distinti per iniziative di incremento di verde urbano, realizzazione di nuovi parchi e giardini, attività di manutenzione e iniziative particolarmente rilevanti sulle attività afferenti alla sfera ambientale cittadina” e molti dubbi sorgono spontanei.

Il premio che intitola Bari “città del verde” dà per scontato che la costruzione di parchi che ha “invaso” la città di Bari ha dato vita ad alberi, fiori e giardini, ma pochi sanno che a Bari si è soliti distinguersi, tanto che i nostri parchi mancano di verde e esagerano col grigio; non vi sono alberi ma cemento a volontà; e tristi colori freddi e scuri hanno preso il posto dei colori floreali che dovrebbero caratterizzare un reale parco in cui è la natura che è posta al centro, e non l’impronta dell’uomo.

La costruzione massiccia di parchi, i quali non corrispondono all’immaginario collettivo, potrebbe al massimo premiare Bari per essere “la città del grigio” o “la città al verde” visto che la costruzione di numerosi parchi- in cui il verde è quasi assente- se da una parte non richiede molta manutenzione e costi, dall’altra rimane una spesa inutile se l’obiettivo -con detta costruzione- non viene perseguito. Obiettivo dei parchi è quello di permettere incontro sociale, sviluppare relazioni umane e mettere in contatto l’uomo e la natura, quest’ultima fonte vitale dell’uomo stesso. Tale obiettivo a Bari non è stato raggiunto, se non attraverso l’ausilio del privato. Basti pensare al parco Troisi, realizzato con fondi derivanti dal Pirp, in cui la parola “parco” ha poco senso data la bassissima quantità di verde presente realmente a favore di cemento e di un campo da calcetto.

A questo si aggiungono le numerose segnalazioni, a cui SOS Città dà voce, che molto spesso riguardano lo sradicamento del verde tra le strade della città. Tra queste non possiamo non ricordare, indipendentemente dai gusti, la desertificazione della principale strada dello shopping barese, ovvero via Sparano in cui le palme hanno lasciato spazio a km di cemento, a panchine a forma di tasti di pianoforte e blocchi di pietra.
Ancora: allo sdradicamento degli alberi di via Amendola per i lavori di allargamento della strada, agli alberi abbattuti in via Caldarola per favorire la realizzazione di tre rotatorie ecc…

Se da un lato si provvede all’eliminazione del verde, dall’altro di certo il servizio di cura e manutenzione dello stesso non brilla. Basti pensare alla scarsissima cura degli alberi in città, ai numerosi alberi caduti e mai rimpiazzati, alle numerose palme morte sul lungomare, in corso Vittorio Emanuele, al parco 2 Giugno, all’assensa di manutenzione del verde del parco Suglia a Japigia, costrette a sopravvivere di vita propria e ai trasandatissimi rondò di san Girolamo.

Se c’è un verde che brilla a Bari è soltanto quello delle sterpaglie che crescono rigogliose e indisturbate lungo i marciapiedi, tra l’asfalto, nelle aiuole vuote e persino negli stessi giardini.

Bari non diventa “verde” se premiata, ma è necessario rimboccarsi le maniche e “colorare” realmente di verde la città dei baresi.

Potremo vincere centinaia di premi, ma fino a quando quanto premiato non diverrà realtà e non sarà tangibile dai cittadini stessi, Bari non potrà vantare alcun progresso.

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