4 novembre 1918. Oggi si celebra la festa Nazionale delle forza armate.

Quest’anno però, ricorre anche il centenario della Grande guerra, ossia la prima Guerra mondiale (1915-1918). Infatti il presidente della Repubblica ha onorato questa mattina con una corona d’alloro l’altare della Patria dov’è sepolto il Milite ignoto e in mattinata visiterà il sacrario di Redipuglia, in Friuli (dove sono sepolti gran parte dei militari caduti durante la guerra) e Trieste. La grande guerrà terminò con l’Armistizio firmato a Padova presso Villa Giusti il 3 novembre 1918 ed entrò in vigore il 4 novembre. Fu firmato da Italia, la quale era alleata della Triplice Intesa, e dall’impero Austro-Ungarico. Questa festa è considerata per molti storici la vera festa d’Unita Nazionale, poichè per la prima volta dopo il 1861 l’Italia ha combattuto unita e soprattutto perchè sono stati stabiliti i confini con l’annessione di Trento, l’Adige, il Friuli e la Venezia Giulia. Le trattative per l’armistizio erano cominciate il 29 ottobre, durante la battaglia di Vittorio Veneto: l’ultimo scontro armato tra l’Italia e l’Impero austro-ungarico.

Il generale Armando Diaz, comandante delle forze armate italiane, comunicò la vittoria e la fine della Guerra con un bollettino: «La guerra contro l’Austria-Ungheria che l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta. […] I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza».

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