Parco urbano Troisi a Japigia

A Japigia, tra via Troisi, via Toscanini e via Suglia, è sorto dal marzo scorso l’attesissimo Parco urbanoTroisi, celebrato, quando era ancora solo un progetto, dall’amministrazione pubblica e dagli imprenditori edili che ne hanno fatto un vero e proprio stendardo per la riqualificazione e l’appetibilità territoriale.

Ad oggi, l’area verde, accolta come un dono dai cittadini, si mostra, purtroppo, un progetto incompleto e superficiale, poiché presenta in maniera evidente numerosi problemi sul piano dell’utilizzo da parte dei cittadini e della gestione da parte dall’amministrazione municipale. Tali disposizioni hanno sollecitato un comitato spontaneo di residenti, stanchi di subire il netto peggioramento della loro quotidianità, a causa della totale assenza di regolamento all’interno dell’area pubblica, su cui si affacciano le loro abitazioni, a rilasciare decine di denunce ed esposti presso il vicino comando di Polizia Locale e ai Carabinieri.

Sos Città, verificate le attuali condizioni in cui vivono i residenti intorno al parco, ha accolto le istanze del comitato di cittadini supportandolo nel chiedere in maniera tempestiva un intervento da parte dell’amministrazione pubblica, completamente scomparsa subito dopo l’inaugurazione dell’area.

Così, il Parco Troisi presenta due facce della stessa medaglia: inaugurato sulla scia della riqualificazione del quartiere è, in breve tempo, divenuto ricettacolo di vandali e incivili.

In particolare, il parco, al suo interno, a pochi mesi dall’inaugurazione che ha coinvolto l’intera comunità a farsi parte attiva e sensibile piantando piantine e alberelli come si fosse nell’orto di casa propria, si presenta come un luogo alla mercé del disinteresse municipale con le maniglie dei cancelli rotte, sostituite da catenacci, con un manto erboso inspiegabilmente bicolore, a tratti secco, a tratti fiorito, ma nel complesso coperto di rifiuti organici e inorganici lasciati durante le scorrerie a tutte le ore. E a proposito, a detta dei residenti che conoscono bene la zona, in termini di verde si sarebbe potuto realizzare parecchio considerando i metri quadri di campagna e le proposte da loro presentate, una su tutte, l’albero di kiri, capace di assorbire CO2 nell’aria, in maggiori quantità rispetto ad altre piante, ma si è preferito costruire percorsi di mattonelle e asfalto.

Le anomalie nella resa del progetto non sono dettate solo dall’incuria del tempo, poiché sin dall’apertura ci sono stati malcontenti: in mezzo al prato sono state posizionate sedute di dubbia comodità, senza un dato percorso pedonale, tali da calpestare il verde per raggiungerle, oppure lungo il percorso principale che collega le tre entrate del parco, sono state poste fontane d’acqua potabile con lo scolatoio malfunzionante che causano l’allagamento della pavimentazione ad ogni utilizzo, poi adiacente alle giostrine sono state costruite, come decorazione, sul pavimento, delle striature che alternano file di mattonelle a file di prato, purtroppo pericolose, poiché hanno creato un dislivello nella camminata, il tutto condito dell’inciviltà di chi non cestina i rifiuti nei contenitori appositi, se pure indifferenziati in un quartieri in cui la raccolta differenziata è in atto da anni.

Schiamazzi, cene, festicciole, atti vandalici, addirittura scooter e biciclette che sfrecciano indisturbati creando disagio ai pedoni di tutte le età, in un’area interamente pedonale che rendono la vita difficile ai residenti, specie nelle ore serali, quando il parco dovrebbe chiudere alla mezzanotte, ma spesso succede che la Multiservizi, negligentemente, si dimentichi della gestione lasciandolo aperto per tutta la notte con individui all’interno liberi di fare quello che vogliono, in barba al rispetto della quiete pubblica.

Al culmine della situazione deleteria vissuta dai residenti di Japigia, è la presenza, nel parco, di un campetto di calcio, posto proprio sotto i balconi delle abitazioni, praticabile a qualsiasi ora, data la mancanza di un servizio di gestione dell’area, carente purtroppo di bagni pubblici e anche di un’infermeria e di un defibrillatore necessari.

Dunque, il Parco Troisi presenta delle carenze piuttosto evidenti nonostante i 2,7 milioni di euro spesi seguendo il Programma Integrato di Riqualificazione della Periferia del quartiere Japigia di Bari.

“L’assurdità sta nel fatto che il comitato di cittadini residenti ha più volte lamentato queste problematiche a numerosi organi come il sindaco, il vice sindaco, il presidente del municipio, i consiglieri comunali con un ingiustificabile insuccesso.” attaccano Danilo Cancellaro, Dino Tartarino e Lucia Rita Di Bari, rappresentanti di Sos Città nell’incontro con i cittadini.

Quello che i cittadini chiedono non è impossibile, ma normativo: orari di apertura e chiusura consoni, custodia del campo di calcio, controllo da parte delle forze dell’ordine. Queste sono parte di un decalogo di proposte legittime, già presentate al presidente di municipio, Micaela Paparella, da cui non è pervenuta risposta alcuna. Quindi, in assenza della normalità, noi di Sos Città proponiamo l’attivazione di un servizio di vigilanza privata del parco, memori della sperimentazione fatta nel giardino Mimmo Bucci del quartiere Libertà, che a suo tempo ha fruttato riscontri positivi. Certamente questi cittadini non possono essere abbandonati!” continuano.

Inoltre, a proposito di riqualificazione del territorio, a pochi metri dal Parco Troisi, i residenti denunciano che stia sorgendo un nuova area verde, esattamente in via Suglia, su cui è stato costruito un campo di pallacanestro e intorno spazi di sgambamento per cani che si sarebbe dovuta inaugurare in data 26 luglio 2018, ma, in realtà, il cantiere è fermo e abbandonato.

Nuovo parco in via Suglia

“Dove sono coloro che devono vigilare sul territorio? I cittadini hanno bisogno continuamente di risposte alle loro domande, oltre che di presenza sul territorio, una presenza che deve riscontrarsi non soltanto nel periodo di campagna elettorale!” concludono.

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