La basilica di San Nicola (Chiìse de Sanda Necòle in barese) nel cuore della città vecchia di Bari, è uno dei più fulgidi esempi di architettura del romanico pugliese. Nel 1951 la basilica fu affidata all’Ordine domenicano che ancora oggi presta il suo servizio.

Fu costruita in stile romanico tra il 1087 e il 1100, durante la dominazione normanna. L’edificazione della basilica è legata alle reliquie di san Nicola, traslate, per la parte più appariscente, da sessantadue marinai baresi dalla città di Myra, in Licia, e giunte a Bari il 9 maggio 1087.

Le reliquie vennero ospitate provvisoriamente presso il monastero di san Benedetto retto dall’abate Elia, il quale promosse subito l’edificazione di una nuova grande chiesa per ospitarle. Fu scelta l’area che sino a pochi anni prima aveva ospitato il palazzo del catapano, (governatore) bizantino, distrutto durante la ribellione per le libertà. Il 1º ottobre 1089 le reliquie furono trasferite nella cripta della basilica da papa Urbano II giunto appositamente a Bari.

La costruzione della basilica, frutto di almeno tre fasi successive, si concluse nel 1103 quando una pergamena parla della Basilica già constructa. La lapide di consacrazione del 1197 che alcuni interpretano come fine dei lavori era un atto devozionale dell’imperatore Enrico VI che, a ricordo del padre Federico Barbarossa, partiva per la Crociata chiedendo la benedizione di san Nicola.

Cattedra di Elia

Uno dei maggiori capolavori scultorei del romanico pugliese è conservato all’interno della basilica: si tratta di una cattedra episcopale realizzata al termine dell’XI secolo.

La cattedra è ubicata dietro al ciborio, al centro del presbiterio e del mosaico che la riveste. Caratterizzata da un’ornamentazione molto curata ha il sedile elegantemente traforato negli alti braccioli, sostenuto da espressive figure in altorilievo e a tuttotondo, i telamoni. Sul dorso ci sono due leonesse intente a sbranare due uomini.

Da un’iscrizione posta sul retro del sedile, che lega l’opera alla figura dell’abate Elia, arcivescovo di Bari e Canosa, si è fatto risalire il lavoro agli anni tra il 1098 e il 1105. Se tale datazione fosse accertata, la cattedra costituirebbe uno dei primi lavori del romanico pugliese. In realtà l’opera è da collocarsi più probabilmente nella prima metà del XII secolo per la vitalità e la maturità dei rilievi.

 

Cripta

Due scaloni al termine delle navate laterali conducono nella cripta sostenuta da 26 colonne varie abbellite da capitelli romanici. Sotto l’altare centrale della cripta riposa il corpo di san Nicola. Uno degli absidi laterali è destinato al culto ortodosso. La zona dell’altare dove riposano le reliquie del santo è rivestita da un mosaico pavimentale di eccezionale ricchezza di materiali proveniente da diverse aree geografiche.

 

 

Cenni su San Nicola

San Nicola di Bari, noto anche come san Nicola di Myra (Patara di Licia, 15 marzo 270Myra, 6 dicembre 343), è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane, fu vescovo di Myra (oggi Demre), una città situata in Licia, una provincia dell’Impero bizantino, che si trova nell’attuale Turchia.

È noto anche al di fuori del mondo cristiano perché la sua figura ha dato origine al mito di Santa Claus (o Klaus), conosciuto in Italia come Babbo Natale.

Il culto si diffuse dapprima in Asia Minore con pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell’abitato di Myra, successivamente anche verso il mondo bizantino-slavo e in Occidente, a partire da Roma e dal Meridione d’Italia, allora soggetto a Bisanzio.

San Nicola è così diventato già nel Medioevo uno dei santi più popolari del cristianesimo e protagonista di molte leggende riguardanti miracoli a favore di poveri e defraudati.
Si narra che Nicola, venuto a conoscenza di un ricco uomo decaduto che voleva avviare le sue tre figlie alla prostituzione perché non poteva farle maritare decorosamente, abbia preso una buona quantità di denaro, lo abbia avvolto in un panno e, di notte, l’abbia gettato nella casa dell’uomo in tre notti consecutive, in modo che le tre figlie avessero la dote per il matrimonio.
Un’altra leggenda narra che Nicola, già vescovo, resuscitò tre bambini che un macellaio malvagio aveva ucciso e messo sotto sale per venderne la carne.
Per questi episodi San Nicola è ritenuto un santo benefattore e protettore, specialmente dei bambini.

Le sue spoglie furono conservate nella cattedrale di Myra fino al 1087. Quando Myra cadde in mano musulmana, Bari e Venezia, che erano dirette rivali nei traffici marittimi con l’Oriente, entrarono in competizione per il trasferimento in Occidente delle reliquie del santo. Una spedizione barese di 62 marinai, tra i quali i sacerdoti Lupo e Grimoldo, partita con tre navi di proprietà degli armatori Dottula, raggiunse Myra e si impadronì di circa metà dello scheletro di Nicola, che giunse a Bari il 9 maggio 1087.

Secondo la leggenda, le reliquie furono depositate là dove i buoi che trainavano il carico dalla barca si fermarono. Da allora san Nicola divenne compatrono di Bari assieme a San Sabino e le date del 6 dicembre (giorno della morte del santo) e 9 maggio (giorno dell’arrivo delle reliquie) furono dichiarate festive per la città. Infatti a Bari 8-9-10 Maggio si tiene la festa patronale in onore del Santo patrono, Nicola.

 

Indirizzo: Largo Abate Elia, 13, 70122 Bari

Telefono: 080/5737111

Email: [email protected]

Sito web: www.basilicasannicola.it

 

Orari: 7.00-20.30 (dal Lunedì al Sabato)

7.00-22.00 (Domenica)

Funzioni religiose: 7.30, 9.30, 18.30 (Feriali)

7.30, 9.00, 10.30, 12.00, 13.00, 18.30, 20.30 Festivi

Tariffe: L’ingresso è gratuito ma è gradita un’offerta

 

COME ARRIVARCI

Dalla stazione centrale:

  • A piedi: percorrere tutta la via Sparano e al termine svoltare a destra imboccando corso Vittorio Emanuele II. Proseguire dritto sino all’incrocio con corso Cavour. Svoltate a sinistra ed entrate in piazza del Ferrarese. Percorretela tutta, svoltate a sinistra ed entrate in piazza Mercantile. Arrivati al centro della piazza, continuate sulla sinistra imboccando via Fragigena. Svoltate subito a destra e percorrete strada Palazzo di Città per 250 metri circa. Svoltate a sinistra e proseguite dritto. La Basilica è sulla vostra sinistra.
  • Con l’autobus: dalla stazione centrale prendere la linea 20/ e scendere alla fermata De Tullio, fronte Ingr. Porto. Da qui prendere la linea AB e scendete alla seconda fermata (Lungomare Imp. Augusto, arco San Nicola). Oltrepassate l’arco e proseguite dritto. La Basilica è sulla sinistra.

Dal porto:

  • A piedi: svoltare a sinistra e proseguire lungo tutto il lungomare Imperatore Augusto per 700 metri. Svoltate a destra e imboccate via Venezia. Oltrepassate l’arco San Nicola e proseguite dritto. La Basilica è sulla vostra sinistra.
  • Con l’autobus: Uscendo dal porto, la fermata dell’autobus si trova di fronte a voi, sulla destra (De Tullio fronte Ingr. Porto). Prendete la linea AB o A e scendete alla seconda fermata (Lungomare Imp. Augusto, arco San Nicola). Oltrepassate l’arco e proseguite dritto. La Basilica è sulla sinistra.

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